TITOLO ORIGINALE: The Thing
REGISTA: John Carpenter
ANNO DI USCITA: 1982
DURATA: 96’
PAESE: USA
VOTO: 90
E' d'obbligo cominciare con una premessa: la data di uscita (1982) è l' unica vera nota negativa di questo film. Si può tranquillamente usare l'aggettivo "unica" perchè stiamo parlando di un capolavoro, uno dei capisaldi e must di ogni appassionato di horror (ma anche solo di cinema).
Il problema si pone perchè il 1982 è l'anno di un altro celebre alieno, E.T., poco spaventoso ma adatto alla famiglia che ruba totalmente la scena a questa pellicola d'autore, peraltro stroncata in malo modo dalla critica dei tempi. Carpenter riprende temi da La Cosa Da Un Altro Mondo (quindi dal racconto Who Goes There? di Campbell), film pietra miliare della fantascienza anni 50, portandoli ad una esasperazione voluta quanto efficace: l'uomo qui è totalmente abbandonato a sé stesso, immerso nel puro terrore di chi prima considerava suo compagno, spinto dalla voglia di sopravvivere alla totale diffidenza.
Il film è aperto dall'isteria di una rincorsa ad un husky da parte di un elicottero norvegese: è spiazzante, non si sa niente, si è immersi direttamente nella vicenda con gli stessi dubbi e domande di quelli che sono i protagonisti; protagonisti che, ovviamente, fanno capo alla forte figura di Kurt Russell, che qui interpreta uno degli abitanti della base scientifica statunitesne U.S. Outpost #31 in Antartide.
Proprio l'ambientazione sembra essere uno delle scelte più azzeccate del regista: la vicenda si svolge, infatti, tra tormente, distese di neve e cieli di un azzurro unico; sempre presente sarà il costante ritornare del fuoco in questo ambiente totalmente gelato, producendo giochi di colore e effetti davvero forti.
Carpenter si snoda anche tra numerosi riferimenti durante il film, commenti sulla guerra fredda (all'epoca alle fasi conclusive) e citazioni nascoste di Grandi Antichi di Lovecraftiana memoria.
La reale forza di questo film, oltre gli effetti speciali a dir poco sbalorditivi e tuttora ancora efficaci, è sicuramente lo svelare quanto l'uomo sia poco propenso in realtà alla fiducia verso i propri compagni, quanto la paura cambi radicalmente le persone e quanto sia facile cadere nell'errore dell'isolamento come salvezza; insomma, dimostra la totale debolezza umana di fronte al dubbio, alle cose non certe.
Con questo capolavoro senza tempo, un must see per chiunque voglia avere un bagaglio culturale sul cinema, Carpenter inizia la propria "Triade dell Apocalisse", che contiene anche Il Signore del Male ed Il Seme Della Follia, nel migliore dei modi, regalandoci na delle colonne portanti dell'intero mondo horror.
Il problema si pone perchè il 1982 è l'anno di un altro celebre alieno, E.T., poco spaventoso ma adatto alla famiglia che ruba totalmente la scena a questa pellicola d'autore, peraltro stroncata in malo modo dalla critica dei tempi. Carpenter riprende temi da La Cosa Da Un Altro Mondo (quindi dal racconto Who Goes There? di Campbell), film pietra miliare della fantascienza anni 50, portandoli ad una esasperazione voluta quanto efficace: l'uomo qui è totalmente abbandonato a sé stesso, immerso nel puro terrore di chi prima considerava suo compagno, spinto dalla voglia di sopravvivere alla totale diffidenza.
Il film è aperto dall'isteria di una rincorsa ad un husky da parte di un elicottero norvegese: è spiazzante, non si sa niente, si è immersi direttamente nella vicenda con gli stessi dubbi e domande di quelli che sono i protagonisti; protagonisti che, ovviamente, fanno capo alla forte figura di Kurt Russell, che qui interpreta uno degli abitanti della base scientifica statunitesne U.S. Outpost #31 in Antartide.
Proprio l'ambientazione sembra essere uno delle scelte più azzeccate del regista: la vicenda si svolge, infatti, tra tormente, distese di neve e cieli di un azzurro unico; sempre presente sarà il costante ritornare del fuoco in questo ambiente totalmente gelato, producendo giochi di colore e effetti davvero forti.
Carpenter si snoda anche tra numerosi riferimenti durante il film, commenti sulla guerra fredda (all'epoca alle fasi conclusive) e citazioni nascoste di Grandi Antichi di Lovecraftiana memoria.
La reale forza di questo film, oltre gli effetti speciali a dir poco sbalorditivi e tuttora ancora efficaci, è sicuramente lo svelare quanto l'uomo sia poco propenso in realtà alla fiducia verso i propri compagni, quanto la paura cambi radicalmente le persone e quanto sia facile cadere nell'errore dell'isolamento come salvezza; insomma, dimostra la totale debolezza umana di fronte al dubbio, alle cose non certe.
Con questo capolavoro senza tempo, un must see per chiunque voglia avere un bagaglio culturale sul cinema, Carpenter inizia la propria "Triade dell Apocalisse", che contiene anche Il Signore del Male ed Il Seme Della Follia, nel migliore dei modi, regalandoci na delle colonne portanti dell'intero mondo horror.
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