TITOLO ORIGINALE: Dead In The West
AUTORE: Joe R. Lansdale
ANNO DI USCITA: 1986
PAGINE: 224
EDITORE: Fanucci
PAESE: USA
VOTO: 60
PAESE: USA
VOTO: 60
Scritto originariamente nel 1980, pubblicato nel 1986 e giunto in Italia solo nel 2008, La Morte Ci Sfida è uno dei primi romanzi scritti da Joe Lansdale, che rifacendosi agli stilemi classici di due generi ben distinti tira fuori una trama semplice e senza grosse pretese.
Il reverendo Jebidiah Mercer, personaggio particolare con la sua calibro .36 ben piantata nella fascia e con una spiccata dedizione al whiskey, giunge nella cittadina di Mud Creek, ed in concomitanza col suo arrivo iniziano ad avvenire fatti strani: oltre ad una serie di morti, il reverendo stesso, col dottore locale e sua figlia Abby, assiste all'alba alla liquefazione del corpo di un uomo che tentava di ripararsi dai primi raggi del sole. E' proprio Doc che si mette a consultare alcuni libri della sua biblioteca, tra i quali i più noti pseudobiblia, vale a dire il Necronomicon ed I Misteri Del Verme, e capisce che tutto è nato nel momento in cui uno sciamano indiano, stabilitosi nei pressi di Mud Creek, era stato ingiustamente accusato ed ucciso dagli abitanti del luogo, dopo avergli fatto assistere alle sevizie perpetrate nei confronti della sua compagna. In punto di morte, l'indiano aveva lanciato una maledizione contro la cittadina, ed era tornato dalla morte per vendicarsi di ciò che gli avevano fatto.
In buona sostanza, ci troviamo di fronte ad una vicenda di morti che tornano in vita, condita dalla polvere del vecchio west che si respira in virtù di una serie di personaggi stereotipati ma efficaci e di un linguaggio colorito quanto basta, ed insaporita con tocchi splatter sparsi, in virtù di descrizioni sufficientemente ricche di dettagli a proposito di masticazioni di interiora ed estrazioni di intestini. Tuttavia, non si può soprassedere sulla semplicità della trama, con un approfondimento pressoché nullo sui personaggi che porta il lettore a provare scarsa empatia anche nelle fasi conclusive, drammatiche per certi versi, ma che non riescono a far provare rabbia, dolore o felicità. A ciò va ad aggiungersi una banalità della trama notevole, ulteriormente aggravata dall'approssimazione riguardante la natura degli esseri coinvolti.
Tutto da buttare? Nella maniera più assoluta, no. Perchè Lansdale è narratore abile, e lo dimostra con descrizioni snelle ed efficaci. La lettura scorre gradevole, un accompagnamento leggero, puramente evasivo, che regala divertimento in più di un'occasione. Certo, non è opera da tenere incollati alla pagina per scoprire cosa accadrà subito dopo, perchè in sostanza la vicenda è ampiamente delineata sin da subito e succede tutto ciò che ci si aspetta di volta in volta, ma è anche vero che si fa leggere rapidamente sia in virtù della sua brevità, sia per merito di uno stile scorrevole e molto adatto al contesto western in cui la vicenda è ambientata.
Il reverendo Jebidiah Mercer, personaggio particolare con la sua calibro .36 ben piantata nella fascia e con una spiccata dedizione al whiskey, giunge nella cittadina di Mud Creek, ed in concomitanza col suo arrivo iniziano ad avvenire fatti strani: oltre ad una serie di morti, il reverendo stesso, col dottore locale e sua figlia Abby, assiste all'alba alla liquefazione del corpo di un uomo che tentava di ripararsi dai primi raggi del sole. E' proprio Doc che si mette a consultare alcuni libri della sua biblioteca, tra i quali i più noti pseudobiblia, vale a dire il Necronomicon ed I Misteri Del Verme, e capisce che tutto è nato nel momento in cui uno sciamano indiano, stabilitosi nei pressi di Mud Creek, era stato ingiustamente accusato ed ucciso dagli abitanti del luogo, dopo avergli fatto assistere alle sevizie perpetrate nei confronti della sua compagna. In punto di morte, l'indiano aveva lanciato una maledizione contro la cittadina, ed era tornato dalla morte per vendicarsi di ciò che gli avevano fatto.
In buona sostanza, ci troviamo di fronte ad una vicenda di morti che tornano in vita, condita dalla polvere del vecchio west che si respira in virtù di una serie di personaggi stereotipati ma efficaci e di un linguaggio colorito quanto basta, ed insaporita con tocchi splatter sparsi, in virtù di descrizioni sufficientemente ricche di dettagli a proposito di masticazioni di interiora ed estrazioni di intestini. Tuttavia, non si può soprassedere sulla semplicità della trama, con un approfondimento pressoché nullo sui personaggi che porta il lettore a provare scarsa empatia anche nelle fasi conclusive, drammatiche per certi versi, ma che non riescono a far provare rabbia, dolore o felicità. A ciò va ad aggiungersi una banalità della trama notevole, ulteriormente aggravata dall'approssimazione riguardante la natura degli esseri coinvolti.
Tutto da buttare? Nella maniera più assoluta, no. Perchè Lansdale è narratore abile, e lo dimostra con descrizioni snelle ed efficaci. La lettura scorre gradevole, un accompagnamento leggero, puramente evasivo, che regala divertimento in più di un'occasione. Certo, non è opera da tenere incollati alla pagina per scoprire cosa accadrà subito dopo, perchè in sostanza la vicenda è ampiamente delineata sin da subito e succede tutto ciò che ci si aspetta di volta in volta, ma è anche vero che si fa leggere rapidamente sia in virtù della sua brevità, sia per merito di uno stile scorrevole e molto adatto al contesto western in cui la vicenda è ambientata.
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