TITOLO ORIGINALE: Creepshow
REGISTA: George A. Romero
ANNO DI USCITA: 1982
DURATA: 120’
PAESE: USA
VOTO: 85
Omaggio
di due maestri dell’horror ai fumetti della EC Comics del secondo dopoguerra, Creepshow è uno dei primi esperimenti
di trasporre su grande schermo le atmosfere e lo stile dei fumetti. Il
risultato finale è un film ad episodi gustosissimo esteticamente e divertente
nei contenuti, perfetto manifesto dell’umorismo nero di Stephen King e degli stilemi visivi di Romero.
Il film si compone di cinque episodi, ciascuno dei quali racconta una storia ben distinta e slegata dagli altri. La Festa Del Papà vedrà il ritorno dall’oltretomba di un vecchio ucciso qualche anno prima dalla figlia proprio nel giorno della sua festa, ed ancora desideroso di ricevere la sua torta. Ne La Morte Solitaria Di Jordy Verrill, interpretato da un goffo King, un contadino sempliciotto ed un po’ tardo vede atterrare nel proprio campo un meteorite, che lo trasformerà nel giro di pochissimo tempo in un vegetale. Alta Marea, sicuramente l’episodio più cattivo e funzionante, racconta di un uomo, interpretato da Leslie Nielsen, che una volta scoperto il tradimento della moglie, organizza per la fedifraga ed per il suo amante un bel trattamento punitivo, ma la vendetta non si concluderà come avrebbe sperato. La Cassa mette in scena la classica vicenda di un misterioso ed antico contenitore trovato nel sottoscala di un laboratorio, il cui contenuto seminerà morte e darà l’idea ad un marito frustrato per sbarazzarsi della insopportabile moglie. Infine, l’ultimo episodio, Strisciano Su Di Te, verte sull’ossessione di un uomo per gli scarafaggi, che finiranno per invadere il suo studio antisettico.
Ogni
episodio sottolinea una precisa mania oppure una fobia dei personaggi, che
ovviamente si manifesterà. L’impronta soprannaturale è presente in ognuna delle
cinque storie, così come una vena di fondo umoristica e scanzonata. A risaltare
in maniera netta è la caratterizzazione estetica dell’opera: gli intermezzi
sono tutti realizzati come tavole di un fumetto, con delle transizioni perfette
dalla realtà al fumetto e viceversa. Inoltre, tutti gli omicidi sono realizzati
con inquadrature cariche di uno dei colori primari e con un’enfatizzazione
tipicamente fumettosa. Nel complesso, Romero
riesce a dare realmente l’impressione di stare assistendo ad un fumetto in
movimento, confezionando un prodotto leggero nella fruizione ma assai godibile.
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