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1 maggio 2013

Hemlock Grove - 1x01 - Jellyfish In The Sky


REGISTA: Eli Roth
DURATA: 46’
PAESE: USA



Hemlock Grove rappresenta un evento, a suo modo, in grado di segnare una svolta. Dopo lo strabiliante caso di successo di House Of Cards, Netflix, piattaforma per lo streaming video ormai diffusissima negli USA, ha investito ancora sulla produzione di una serie in esclusiva assoluta, puntando stavolta sull’horror/thriller ed avvalendosi dell’illustre firma di Eli Roth, nel ruolo di produttore esecutivo e regista di quest’episodio iniziale. La serie, ispirata al romanzo omonimo di Brian McGreevy, è stata lanciata il 19 aprile nella sua interezza.

Ambientato nella città immaginaria di Hemlock Grove, in Pennsylvania, Jellyfish In The Sky prende il via con una sequenza decisamente poco televisiva: un ragazzo è in macchina mentre consuma l’atto sessuale con una prostituta. Afferra un rasoio e pratica un taglio sul proprio pollice in modo da far fuoriuscire sangue, dopodiché lo annusa e lo sparge sul braccio della ragazza. Sin da subito Roth marchia potentemente il prodotto, adottando i tratti della sua poetica cinematografica e il tema della sessualizzazione della violenza, profondamente esplorato nei due Hostel da lui diretti.

La scena successiva ci permette di fare la conoscenza di Brooke, una cheerleader, che al termine di una lezione di fisica fissa un appuntamento serale con la propria insegnante. A giudicare dagli sguardi e dal modo discreto di scambiarsi informazioni, il sospetto è quello di una relazione clandestina tra le due. Tuttavia, la ragazza non giungerà mai al luogo dell’appuntamento: verrà assalita mentre è in auto, tenterà la fuga ma finirà vittima di qualcosa che la sventrerà e divorerà. Rimane sempre fuori campo l’autore dell’aggressione, ma tutto lascia immaginare che si tratti di una creatura non umana.

Bene, la serie parte in quarta e giustamente il resto dell’episodio è descrittivo di una comunità e di alcuni personaggi che ricopriranno un ruolo importante negli sviluppi della vicenda. In particolare, conosciamo Peter Rumancek, un ragazzo gitano appena trasferitosi nella periferia di Hemlock Grove assieme alla madre. Con lei vive in una roulotte, e per via della provenienza e delle radici etniche, sembrano sollevarsi già dubbi sul suo coinvolgimento. Il ragazzo, a giudicare dai dialoghi con la madre, sembra inoltre in possesso di conoscenze legate alle creature soprannaturali. Fa addirittura riferimento all’upir - una sorta di vampiro della tradizione russa che si differenzia dal classico per via del fatto che non usa i denti per mordere, ma la sua lingua appuntita – parlando di Roman Godfrey, un coetaneo la cui sorella soffre di uno strano handicap e la cui famiglia ha una storia piuttosto tormentata.

Peter ha un incubo: sogna delle meduse e un serpente che sta mangiando sé stesso, a mo’ di uroboro. Nel finale dell’episodio, nel corso dei funerali di Brooke, verranno lanciate in cielo delle fiaccole, che sembreranno proprio delle meduse – da qui il titolo dell’episodio.

L’impatto iniziale della serie è forte. Comincia con irruenza, spacca ogni regola televisiva sin dai primi cinque minuti, dopodiché si dedica a delineare il “cast” della serie, tra passato e presente, tra detto e non detto. Il filone sembrerebbe quello che gli americani amano chiamare “whodunit” (chi l’ha fatto) e non si può non notare una forma di somiglianza col super classico Twin Peaks (l’omicidio iniziale che dà il via alla vicenda, i sospetti, i misteri, le colpe degli individui, la comunità). Di materiale ce n’è tanto e la sensazione è che ci sarà un bel po’ di roba da scoprire col passare degli episodi. In definitiva, buonissimo primo passo, inevitabile proseguire.


TUTTI GLI ALTRI EPISODI DI "HEMLOCK GROVE" RECENSITI SONO DISPONIBILI NELLA PAGINA DEDICATA ALLE SERIE TV




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